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Trento
17 gennaio | 18:55

"Costi spropositati, rischi geologici e un impatto ambientale", il Coordinamento interregionale per la tutela del Garda: "Ma il Trentino sembra irremovibile"

Il Coordinamento interregionale per la tutela del Garda torna a manifestare la contrarietà sulla ciclovia: "Da mesi chiediamo alla Provincia, capofila del piano, il progetto di fattibilità tecnica ed economica, per poterlo esaminare a completamento degli studi già fatti: purtroppo siamo ancora in attesa"

"Costi spropositati, rischi geologici e un impatto ambientale"

RIVA DEL GARDA. "Costi spropositati, rischi geologici e un impatto ambientale che andrebbe a deturpare le coste del lago". Il Coordinamento interregionale per la tutela del Garda torna a manifestare la contrarietà sulla ciclovia. "Le frane a Tremosine e Limone dimostrano ancora una volta il precario equilibrio della zona".

 

Tra la fine e l'inizio dell'anno scorso si sono, infatti, verificate due eventi franosi di grandi dimensioni. La prima il 16 dicembre 2023 a Tremosine e il successivo 4 gennaio a Limone. "Una ciclovia che attirerà un notevole flusso di ciclisti e di pedoni, con rischi. Da mesi informiamo i cittadini e invitiamo la classe politica a ripensare al progetto di un anello di 144 chilometri che attraverserà le tre regioni che si affacciano sul lago".

 

Le criticità messe in luce dal Coordinamento sul progetto della ciclovia "nascono da un’approfondita e attenta analisi del progetto da parte dei vari professionisti che lo compongono: costi spropositati, rischi dovuti al precario equilibrio geologico e un impatto ambientale che andrebbe a deturpare le coste del nostro bellissimo lago soprattutto nella parte trentina dove maggiore è l’impatto paesaggistico determinato dalle passerelle a sbalzo".

 

Sembra, riferisce il Coordinamento interregionale, che la politica stia valutando queste criticità e che potrebbe arrivare una revisione del progetto. "Nell’incontro pubblico a Salò, del 13 gennaio, Pierlucio Ceresa (segretario generale della Comunità del Garda) ha affermato che 'la ciclovia non rappresenta una priorità e va rivista nella progettazione contemplando anche l’intermobilità (uso alternativo dei battelli)". Nel dibattito è intervenuto anche il sindaco di Salò, Gianpietro Cipani, che ha espresso la sua contrarietà all’opera sin dall’inizio auspicando un confronto con i primi cittadini nei rispettivi tavoli istituzionali".

 

Le numerose associazioni delle tre aree del Garda che rientrano nel Coordinamento proseguono inoltre la petizione online contro questo progetto di ciclovia e chiede inoltre chiarimenti al Trentino, per ora però senza riscontri.

 

"Sembra che solo il governatore del Trentino, Maurizio Fugatti, sia irremovibile sulla sua decisione, proprio là dove la ciclovia presenta le maggiori criticità e costi esorbitanti (le passerelle a sbalzo costeranno 9 milioni di euro al chilometro e le gallerie 25 milioni al chilometro). Da mesi chiediamo alla Provincia, capofila del piano, il progetto di fattibilità tecnica ed economica, per poterlo esaminare a completamento degli studi già fatti: purtroppo siamo ancora in attesa".

 

Negli scorsi mesi la Provincia non avrebbe nascosto di essere poco interessata al parere delle associazioni ambientaliste (Qui articolo). "E dire che il governatore Fugatti dovrebbe conoscere gli strumenti normativi per la partecipazione attiva dei cittadini che prevedono che le parti in causa (amministrazione responsabile del procedimento e interessato) si trovino nelle identiche condizioni di conoscenza e conoscibilità del procedimento. Invitiamo il presidente a ricordare che il lago deve essere considerato come una sola entità e che solo la cooperazione tra le regioni che lo circondano permetterà efficacemente di affrontare le problematiche ambientali e di gestione che riguardano questo prezioso ecosistema", conclude il Coordinamento interregionale per la tutela del Garda. 

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